La Zona Libera di Montefiorino

Montefiorino Poiano | Durata: 2h 30'

Parco della Resistenza di Monte Santa Giulia

Nel novembre del 1943, un primo gruppo di partigiani sale sull'Appennino, raggiungendo Monte Santa Giulia a Monchio di Palagano. Sono alcuni sassolesi guidati da Giovanni Rossi, ex sottufficiale dell'esercito. La zona di Monte Santa Giulia resterà strategica per tutto il periodo della resistenza modenese: a dicembre, in località Le Macchie, Armando organizza una prima riunione di coordinamento d...

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Parco dei caduti

Subendo le azioni dei “ribelli” di Rossi, i fascisti tentano una reazione; nei primi mesi del 1944 Francesco Bocchi, commissario prefettizio di Montefiorino, chiede a più riprese l'invio di rinforzi tedeschi. All'alba del 18 marzo 1944 alcuni reparti della divisione Hermann Göring, accompagnati da militi fascisti, rastrellano e saccheggiano i paesi di Monchio, Susano e Costrignano. Nella str...

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Monumento alla Brigata Costrignano

Costrignano è una frazione di Palagano. Posta tra Susano e Monchio, resta coinvolta nella strage del 1944. Dopo il rastrellamento estivo diventa sede dell'omonima brigata comandata da Filippo Papa. A metà settembre questa formazione è protagonista della battaglia di Palaveggio, dove cadono alcuni suoi membri. Per la sua posizione strategica il paese è coinvolto in tutti i rastrellamenti del 1...

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Buca di Susano

Nei pressi del paese di Susano (Palagano), in località La Buca si trovava l'abitazione della famiglia Marastoni. Durante il rastrellamento che precedette la strage del 18 marzo 1944 la casa viene data alle fiamme e vengono assassinate sei persone: Delia Albicini in Marastoni e i suoi figlioletti di otto e dieci anni, un orfanello di circa tre anni e due anziani coniugi.

A ricordar...

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Monumento a don Sante Bartolai

Don Sante Bartolai dal 1942 è parroco di Palagano e responsabile dell'Azione cattolica giovanile dei paesi della valle destra del Dragone. Organizza attivamente e sostiene le prime bande partigiane locali. Coinvolto negli scontri coi fascisti del 9 marzo 1944 nei pressi di Savoniero, don Sante sceglie di rimanere ad assistere i feriti. Viene così arrestato e tradotto a Modena per essere poi tras...

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Rocca medievale e Museo della Resistenza di Montefiorino

Nella Rocca di Montefiorino, che in precedenza aveva ospitato il presidio della Gnr, trova sede, a partire dal 18 giugno del 1944, il Comando unificato dei partigiani modenesi e reggiani protagonisti della Zona libera. La guida della resistenza in quest'area è Armando. Affiancato dal commissario Davide (Osvaldo Poppi). Nella Rocca hanno sede anche le prigioni della Divisione. Alla fine del mese o...

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Lapide per Tincani e Martelli

Nel dicembre del 1943, la Gnr di Montefiorino si attiva per costringere i giovani renitenti a presentarsi alla leva della Rsi. Il 23, in uno scontro armato con i partigiani di Teofilo Fontana, resta ucciso un carabiniere. Il giorno seguente reparti fascisti compiono operazioni di rastrellamento, arrestando, fra gli altri, il giovane Carlo Tincani e si scontrano nuovamente con i partigiani di Fonta...

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Castello di Farneta

Dopo il rastrellamento dell'agosto 1944, superata una prima fase di sbandamento, i partigiani modenesi si riorganizzano e mantengono il controllo di una parte del territorio appartenuto alla Zona libera. L'attività di governo viene affidata al Cln montagna, la cui prima seduta si tiene il 4 dicembre del 1944; il Clnm coordina e stimola l'azione dei comuni modenesi (Montefiorino, Frassinoro, Polin...

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Centrale idroelettrica di Farneta

La centrale idroelettrica di Farneta “Romeo Melli” viene costruita dal Consorzio emiliano di bonifica parmigiana Moglia e Secchia in quattro anni di lavoro, dal 1924 al 1928 e sfrutta le acque dei torrenti Dolo e Dragone, entrambi affluenti del fiume Secchia. Durante la costruzione della centrale si registra uno dei rari episodi di tensione sociale contro il regime fascista nella zona dell'App...

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Monumento alla Repubblica di Montefiorino

Presso la piccola borgata di Villanova, sopra Farneta, trova rifugio, dopo i fatti di Gusciola e i successivi rastrellamenti, la formazione locale guidata da Teofilo Fontata e Cesario Palandri, “Balin”.
All'inizio di giugno 1944 anche i partigiani sassolesi di Giuseppe Barbolini fanno base a Villanova per un breve periodo. Qui riescono a recuperare un aviolancio alleato e sono raggiunti...

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Campo di atterraggio

A Frassinoro i partigiani, durante la Zona libera dell'estate 1944, fanno costruire una pista di atterraggio per apparecchi da ricognizione. Nel campo, inoltre, sarebbe dovuto atterrare, la notte del 2 agosto, un battaglione di paracadutisti del Cil (Corpo italiano di liberazione), appartenenti al 185° Reggimento Nembo, un cui ufficiale era stato già paracadutato in zona il 26 luglio. Ma l'inizi...

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Targa per Giovanni Rossi

Nel gennaio del 1944 Alberto Fini, un delinquente comune inserito nella sua banda da Giovanni Rossi in qualità di guida, uccide un civile collaboratore dei partigiani. Un ex militare salernitano, Ugo Stanzione, ottiene di poter eliminare Fini ma nel tentativo resta da questi ucciso; gli altri partigiani reagiscono uccidendo Fini. La Federazione comunista modenese tenta di rimuovere Rossi dal coma...

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Comando della II Divisione partigiana

Durante la Zona libera dell'estate 1944 a Piandelagotti ha base la II Divisione del Corpo d'Armata Centro-Emilia, formata da 800-900 uomini e comandata da Iris Malagoli, “Mario di Modena”. La Divisione era composta da partigiani che erano stati con Armando nella valle del Panaro e da uomini provenienti dalla pianura. A Piandelagotti viene allestita un'astanteria di pronto soccorso partigiana. ...

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Monumento alla Liberazione

In questa località della Valle del Dragone i tedeschi della Hermann Göring si accampano dopo la strage di Monchio prima di spostarsi a Gazzano e Cervarolo. Durante la zona libera alla Madonna di Pietravolta è stanziata la cavalleria della II Divisione al comando del Maresciallo.

Pietravolta, insieme a Farneta, Gazzano e Novellano, viene indicata da Davide in una lettera al CUMER...

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Scuole elementari di Case Cerbiani

A Fontanaluccia ha sede l'ospedale partigiano della Zona libera. Una prima infermeria viene allestita nelle scuole di Case Cerbiani. La dirige il dott. Gerolamo Andreoli, antifascista azionista sfollato a Fontanaluccia. Al suo fianco il dott. Luigi De Toffoli che, inizialmente fatto prigioniero dai partigiani di Armando, aderirà alla causa resistenziale. Con l'inizio del rastrellamento dell'agost...

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Monumento di Case Cattalini

Nel borgo di Case Cattalini, a nord di Civago, nell'estate del 1944 viene allestita un'infermeria, diretta dal dott. Luigi De Toffoli. A fine luglio vi vengono trasferiti alcuni dei partigiani evacuati dall'ospedale di Fontanaluccia e a metà agosto vi trovano rifugio e cura i feriti nel combattimento del Passo delle Forbici del 2 agosto, dove i tedeschi incontrano la strenua resistenza della Brig...

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Complesso monumentale

Dopo la battaglia di Cerrè Sologno, le autorità tedesche ritengono necessaria un'azione repressiva più sistematica. Il 20 marzo 1944 un reparto della Hermann Göring, già responsabile della strage di Monchio con la collaborazione della Gnr di Reggio Emilia, rastrella i borghi di Civago e di Cervarolo, compiendo saccheggi e incendiando le abitazioni. A Civago vengono uccisi quattro uomini; a C...

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Cippi in memoria dei caduti

Il 7 gennaio 1945 inizia un attacco tedesco alla zona sotto controllo partigiano, che coinvolge sia la parte modenese che quella reggiana. Il rastrellamento si protrae per quattro giorni, con una serie di scontri e combattimenti che investono in particolare la località di Novellano. Nonostante le gravi perdite (venti morti e circa quaranta feriti) i partigiani riescono a ripiegare ordinatamente e...

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Monumento al primo aviolancio

Lama Golese era la sede del campo di addestramento dei partigiani della montagna reggiana e qui, la notte del 19 maggio 1944, viene effettuato il primo aviolancio da parte degli alleati. L'importanza di questo evento, al di là del valore strategico, risiede nel suo significato politico: l'aviolancio di armi e materiali logistici e sanitari sancisce infatti il pieno riconoscimento dell’attività...

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Canonica di don Pasquino Borghi

Don Pasquino Borghi, nato nel 1903, è parroco a Coriano-Tapignola dai primi anni Quaranta. Dopo l’8 settembre, entra nel movimento partigiano col nome di “Albertario” e la canonica di Tapignola diventa rifugio per prigionieri alleati, soldati italiani sbandati e partigiani, diventando un punto di riferimento per il movimento partigiano reggiano, insieme a quella dell'amico don Carlo. La sua...

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Centro culturale “Arrigo Benedetti”

Alla fine di maggio del 1944, Villa Minozzo, già sede del presidio della Gnr, viene occupata dai partigiani. A giugno viene proclamata la Zona libera e le formazioni reggiane e modenesi si unificano sotto il Comando unico di Armando. Villa Minozzo diventa la sede reggiana del Comando partigiano, sotto la guida di Riccardo Cocconi, “Miro” (comandante) e di Didimo Ferrari, “Eros” (commissar...

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Canonica di don Domenico Orlandini

Don Domenico Orlandini dal 1941 è parroco di Poiano, suo paese natale. Dopo l'armistizio la sua canonica diventa un punto di riferimento per ex prigionieri alleati, soldati italiani in fuga e partigiani. Suo più stretto collaboratore è don Pasquino Borghi, e dopo il suo arresto, don Domenico si schiera attivamente con il movimento resistenziale, assumendo il nome di battaglia “Carlo” (scelt...

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Stele commemorativa

Nel marzo del 1944 sull’Appennino reggiano è attiva una formazione che unisce i modenesi del distaccamento Barbolini, comandato da Giuseppe, e i reggiani di Riccardo Cocconi “Miro”. Il 15 a Cerrè Sologno avviene il primo scontro con forze tedesche e fasciste. I partigiani escono vittoriosi dalla battaglia, ma perdono alcuni uomini; Giuseppe Barbolini resta ferito gravemente a un braccio, l...

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